Io mi fotografo la pancia.
Il marito si fa la barbecure.
L'interessato fa lo gnogno, ma lo sa meglio di me che ci siamo quasi.
La luna splende nella sua pienezza, alza i mari, illumina le notti e stanotte farà una magia.
Siamo in dirittura d'arrivo, eh sì. Questa è la frase che ultimamente ripeto ai più carezzandomi la pancia. Ma questa tanto palpata (esibita, bandita, patata) diritturadarrivo , la vogliamo scandagliare (scagliare scartabellare...god bless my Italian..)...la vogliamo insomma analizzare da vicino?
Analizziamola, su Rieducational Channel.
Alla prima analisi tutto sembrerebbe a posto. A parte il cassetto della mia biancheria, tutto sembrerebbe proprio a postissimo. Pancia standard, ematocrito standard, peso standard, shopping a La Standa.
Ad una seconda analisi, già emergono i primi nèi.
Alle analisi successive emergono invece punti neri, bozzi, ascessi, ascissi, ordinate, lingue biforcute, peli superflui, peli sulla lingua, dermatiti, ermafroditi.
Infatti, a ben guardare dentro questo immane buco nero che è la gravidanza (attenzione a non confondervi, al giorno d'oggi esistono un'infinità di buchi neri di natura otherwise, one must know how to juggle the nuances ... In this regard I recommend reading Smilla's Sense for truffles), a closer look inside the hole, already one can deduce the so-called "stage fright from prepartum," or "cuddly by prepartum" if you prefer.
The post that follows is meant to be purely informative therefore, arises from the fact my innate tendency toward emotional and supportive of what-is-sometimes inappropriately called "mankind." This post just want to reassure the mothers, putting in disarray, adrift, the derivative, to full, in the light, the mood of a mother in the home straight d'arrivo .
Dalla mamma in particolare, alla mamma in generale. Un passaggio, questo, che non so se mi riuscirà, ma ci proveremo.